"La calendula nata dalle lacrime di venere", la rubrica della Dott.ssa Gandossi

In questi giorni estivi non è possibile non menzionare lo straordinario potere dei fiori che in questo periodo si mostrano in tutta la loro energia. Tra questi emerge la Calendula Officinalis, ancora una volta come tutte le piante, un fiore dalle svariate proprietà terapeutiche. Non dimentichiamo che molti dei farmaci sintetici in commercio traggono i loro principi attivi dalle piante o comunque da elementi presenti in natura.

La differenza sta nell’azione complessiva che ha una pianta su un organismo vivente rispetto ad un singolo elemento estratto che invece vuole avere un’azione mirata e ben precisa.

La natura ci insegna che ogni suo elemento ha un significato profondo e vasto, l’azione di ogni erba si ripercuote in maniera sinergica e multipla sull’organismo o ambiente in cui si trova ad agire.

La calendula in particolare ha una potente azione sulle ulcere, piaghe e ferite di cui favorisce la guarigione, oltre che su svariate malattie della pelle tra cui le micosi e gli eczemi applicata in pomata. Molto efficace anche sulle punture di insetti (api, vespe); infatti contiene una sostanza in grado di neutralizzare le tossine inoculate dagli insetti e anche dal veleno delle meduse e delle attinie.

Mi trovo a consigliarla spesso per l’igiene intima quotidiana in tintura madre per uso esterno, grazie alla sua azione antibatterica, antisettica ed antivirale.

Ha inoltre una buona azione nel regolare le funzioni femminili, il ciclo mensile delle donne soprattutto se associata all’achillea e alla melissa in tisana.

Ha un effetto depurativo e tonico per la circolazione sanguigna e sul fegato.

Maria Treben consigliava l’applicazione della pomata anche per le vene varicose, le flebiti con ottimi risultati oltre che come rimedio per le affezioni cancerose incurabili.

La proprietà antinfiammatoria agisce sulle irritazioni delle mucose, data la presenza delle mucillagini, ed è quindi indicata in caso di colite, gastrite, ulcere e qualunque patologia a carico dei tessuti interni.

La calendula viene anche chiamata fiorrancio, fior di ogni mese perché essa fiorisce mensilmente. Così come nel calendario romano arcaico la luna rispuntava alle calende di tutti i mesi. I semi della calendula ricordano proprio la prima falce di luna.

In alcune tradizioni agricole e anche adesso negli orti sinergici, la calendula viene seminata in mezzo agli ortaggi, perché esplica la sua azione in sinergia con le altre piante, avendo anche una funzione protettiva e antisettica.

La tradizione greca ci consegna diverse leggende riguardo questo fiore. Afrodite disperata per la morte del suo amato Adone, versò lacrime che una volta cadute a terra si trasformarono in calendule. Secondo unàaltra leggenda Calta, una fanciulla innamoratasi di apollo il dio del sole, usava stare nei campi in attesa del primo raggio di sole, consumata dallàamore si ammalò e morì e in quel punto della terra nacque una calendula.

La calendula è chiamata anche sposa del sole, perché si apre al mattino e chiude quando cala il sole.

Il fiore va colto in pieno sole, perché in questo momento la pianta è carica di energia.

La calendula coltivata ha un colore arancio intenso, le sue foglie sono ricche di resina ed hanno le caratteristiche ghiandole nere ai margini; la calendula spontanea è di dimensioni più ridotte e di color giallo.

Dr.ssa Marina Giulia Gandossi