Con l'acqua virtuale contenuta in cibo e merci si prosciugano i Paesi in via di sviluppo


da greenreport.it
19 aprile 2010


FIRENZE. Con il termine “acqua virtuale” (attribuito una ventina di anni fa dal geografo Tony Allan) viene definita la quantità di acqua necessaria per fabbricare un prodotto. E’ acqua che non si vede ma importantissima nella gestione complessiva delle risorse idriche. Per questo motivo gli scienziati dell’Unesco hanno calcolato la quantità di acqua virtuale contenuta nelle varie merci e gli import ed export dai vari continenti.
Secondo studi recenti, uno di questi è stato curato dall’associazione britannica Royal Society of engineers, anche per l’acqua virtuale i paesi del nord del mondo esercitano un pressione insostenibile sui paesi in via di sviluppo, che hanno già risorse limitate e che rischiano di essere prosciugate.
Con le merci, che prevalentemente si dirigono verso occidente, viene quindi  trasportata anche l’acqua virtuale necessaria per produrle. Secondo la Royal Society of engineers, due terzi del totale dell’acqua utilizzata per produrre alimenti e bevande per la sola Gran Bretagna, viene da paesi che già soffrono per le poche risorse idriche disponibili.
In sostanza i paesi in via di sviluppo, spinti dalla richiesta di merci dall’Occidente, stanno utilizzando gran parte delle loro risorse per prodotti d’esportazione, rischiando così di restare a corto d’acqua. «Secondo le previsioni, quando la popolazione mondiale supererà gli 8 miliardi, cioè tra 20 anni, la domanda generale di cibo e energia crescerà del 50% e quello di acqua del 30%, il che potrebbe determinare una crisi idrica mondiale. E’ necessario quindi – dichiarano dall’associazione – prendere precauzioni immediate».
Nello specifico dell’acqua virtuale ciò vuol dire inserire questi elementi di conoscenza, relativamente recenti, a livello di pianificazione, applicando la contabilità ambientale che “pesi” in modo corretto ed equo anche questo impatto sulla risorsa idrica che non può essere “esternalizzato”.

Mahatma Gandhi

“Sulla terra c’è abbastanza per soddisfare i
bisogni di tutti ma non per soddisfare l’ingordigia di pochi. Sono le
azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere,
sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.Sii il
cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”.

librisalus.it

22-12-2009

Cara/o Lettrice/Lettore,
anche se la stagione influenzale non è completamente passata, possiamo dire di aver vinto la nostra battaglia informativa presso l’opinione pubblica che aveva come obiettivo quello di spiegare non solo l’inutilità ma anche i danni della vaccinazione antinfluenzale contro il virus della “Suina” A/H1N1. 
Infatti, sono state pochissime (si parla di circa 700.000, invece delle decine di milioni attese) le persone che hanno accettato questa vaccinazione e forse la maggior parte di esse lo hanno fatto o per un sentimento istintivo e irrazionale di paura o come fiducia cieca verso gli ordini che giungono dall’alto.
Purtroppo, questa vittoria ci lascia anche molto amaro in bocca, perché con frequenza sempre maggiore stanno arrivando segnalazioni di danni da vaccino antinfluenza “Suina” e purtroppo anche registrazioni di eventi mortali.
Inoltre, il nostro Paese, come molti altri (ma non tutti) ha acquistato decine di milioni di dosi di vaccini, si è impegnato a pagarle prima ancora di conoscere se questo vaccino era innocuo ed efficace e ha addirittura accettato di riceverle gradualmente fino alla fine del marzo 2010 (in modo da dare tempo all’Industria Farmaceutica di produrle e pur sapendo che questa epidemia influenzale sarebbe durata poco tempo e che sarebbe terminata prima della fine del 2009).
Perché questo comportamento e chi paga questi milioni di euro di vaccini? 
Ricordiamo pure che ogni anno il nostro Paese spende più di 100 milioni di euro delle nostre tasse per pagare una altrettanto inutile e altrettanto pericolosa vaccinazione antinfluenzale stagionale.
Forse che nel campo sanitario non ci siano priorità maggiori? 
Sappiamo tutti che ce ne sono ma, a quanto pare, le politiche sanitarie non tengono conto sempre delle vere necessità della popolazione e pare che meno ancora tengano conto dei dati scientifici (o almeno di quelli ottenuti da ricercatori indipendenti dall’Industria Farmaceutica), che da anni hanno dimostrato l’inutilità e la pericolosità di qualsiasi vaccino antinfluenzale.

Si dice che questo vaccino contro la “ Suina” sia stato un test per vedere come avremmo reagito, in modo che chi decide tutto possa perfezionare meglio le azioni future che serviranno a convincerci che sarà “obbligatoriamente necessario accettare” le future vaccinazioni.
Infatti, non si creda che tutto finisca qui. 
Nel mondo scientifico c’è già chi ipotizza quali saranno i virus delle future “pandemie” e le relative future vaccinazioni che ci verranno proposte.
Come l’Industria Farmaceutica prepara per tempo le sue politiche di marketing e studia a lungo le strategie di “ disease mongering” (cioè di “invenzione delle malattie ”) tessendo accordi e amicizie con i centri di potere e di informazione, allo stesso modo anche noi dobbiamo imparare ad informarci e a restare uniti e ben collegati in modo da non trovarci impreparati davanti ad eventuali piccoli o grandi inganni che a quanto pare in questo ultimo tempo non mancano nel mondo sanitario.
Ormai sappiamo che probabilmente ogni autunno potremo dover affrontare un allarme pandemico che all’inizio viene dipinto come catastrofico, ma che poi sfuma nel nulla come dal nulla è venuto e dato che le pressioni future verteranno sempre sui virus influenzali, crediamo sia veramente importante che l’opinione pubblica sia ben informata sulle caratteristiche di questi virus, sulle loro modalità di diffusione, sulla inutilità dei vaccini antinfluenzali vecchi e nuovi, ma anche sulle vere tecniche di prevenzione, sia naturali che farmacologiche. 
Tutto questo viene trattato con un linguaggio molto semplice in un libretto del Dr. Gava Roberto, un farmacologoco che già da molti anni studia gli effetti delle vaccinazioni ed è impegnato ad educare con i suoi libri i lettori su questo argomento. Consigliamo pertanto la lettura e la divulgazione del libretto “ L’influenza Suina A/H1N1 e la vaccinazione antinfluenzale: Criteri scientifici di orientamento ”, perché questo piccolo manuale, al di là delle informazioni inerenti l’influenza “Suina” e la sua vaccinazione, insegna tutto quello che è utile conoscere sul vaccino antinfluenzale in generale e spiega quali sono i giochi nascosti delle Ditte Farmaceutiche che è necessario conoscere per non lasciarsi ingannare in futuro.
RICORDIAMO CHE FINO AL 31 DICEMBRE CONTINUA LA PROMOZIONE: 
”-15% SU TUTTI I LIBRI DELLA SALUS INFIRMORUM”
DA TUTTI NOI I PIU’ SINCERI AUGURI DI BUON NATALE E DI FELICE ANNO NUOVO
BUONE FESTE
Lo staff di Librisalus.it

Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese…

“Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l’Inferno.”
Dio condusse il sant’uomo verso due porte. Aprì una delle due e gli permise 
di guardare all’interno. Al centro della stanza, c’era una grandissima 
tavola rotonda. Al centro della tavola, si trovava un grandissimo recipiente 
contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant’uomo sentì l’acquolina in 
bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall’aspetto livido 
e malato. Avevano tutti l’aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici 
lunghissimi, attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il 
piatto di cibo e raccoglierne un po’, ma poiché il manico del cucchiaio era 
più lungo del loro braccio, non potevano accostare il cibo alla bocca. Il 
sant’uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.

Dio disse: “Hai appena visto l’Inferno.”

Poi Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l’aprì. La scena 
che l’uomo vide era identica alla precedente. C’era la grande tavola 
rotonda, il recipiente colmo di cibo delizioso che gli fece ancora venire 
l’acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch’esse i cucchiai dai 
lunghi manici. Questa volta, però… le persone erano ben nutrite e felici e 
conversavano tra di loro sorridendo.

Il sant’uomo disse a Dio: “Non capisco!”

”E’ semplice” rispose Dio “Dipende solo da un’abilità: essi hanno appreso a 
nutrirsi gli uni gli altri mentre gli altri della stanza precedente non pensano che a loro stessi!”
(fonte: Franco Farina, Pittore)

Da “La struttura delle rivoluzioni scientifiche” (T.S.Kuhn)

…………………………………. il passaggio da un paradigma a uno
opposto non può essere realizzato con un passo alla volta né imposto dalla logica o da un’esperienza neutrale…
Ma allora come vengono indotti gli scienziati a realizzare questo passaggio? In parte, la risposta è che molto spesso essi non si lasciano affatto convincere a farlo. Il copernicanesimo convertì pochi scienziati per quasi un secolo dopo la morte di Copernico. L’opera di Newton non fu accettata da molti, particolarmente sul continente, per più di mezzo secolo dopo l’apparizione dei Principia. Priestly non accettò mai la teoria dell’ossigeno, né lord Kelvin la teoria elettromagnetica, e così via. Le difficoltà di una conversione sono state spesso riscontrate dagli stessi scienziati. Darwin, in un passo particolrmente illuminante alla fine dell’Origine della Specie, scrisse:”sebbene sia completamente convinto della verità delle idee presentate in questo volume…non mi aspetto affatto di convincere gli sperimentati naturalisti, la cui mente è affollata da una moltitudine di fatti considerati tutti, per un lungo periodo di anni, da un punto di vista diametralmente opposto al mio. Ma guardo con fiducia all’avvenire, ai giovani naturalisti che stanno nascendo, i quali saranno capaci di considerare con imparzialità entrambi i lati della questione”. E Max Planck, ripercorrendo la propria carriera nella sua Autobiografia scientifica, osservò con tristezza che “una nuova verità scientifica  non trionfa convincendo i suoi oppositori e facendo oro vedere la luce, ma piuttosto perché alla fine i suoi oppositori muoiono, e cresce una nuova generazione che è abituata ad essa”.
…Il trasferimento della fiducia da un paradigma ad un altro è un’esperienza di conversione che non può essere imposta con la forza.
…Perchè un paradigma possa trionfare, deve conquistare alcuni sostenitori, che lo svilupperanno fino a un punto in cui molte solide argomentazioni potranno venire prodotte e moltiplicate… Se i sostenitori sono competenti, perfezioneranno il paradigma, ne esploreranno le possibilità e mostreranno che cosa significa appartenere alla comunità guidata da esso. Procedendo così le cose, se il paradigma è uno di quelli destinati ad imporsi, il numero e la forza delle argomentazioni a suo favore aumenteranno. Altri scienziati verranno allora convertiti e così si intensificherà il lavoro di esplorazione del nuovo paradigma.

Omeopatia

La FIAMO (Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati) plaude alla iniziativa di aprire un blog sulle Medicina Non Convenzionali e in particolare sulla Omeopatia.
Molto apprezzabile peraltro, nell’ambito di una corretta informazione al lettore, l’affrontare l’argomento della distinzione fra Omeopatia classica, tutt’ora presente e molto praticata, ed altre metodiche da essa derivate e ad essa coesistenti, come la Omotossicologia e la Medicina Antroposofica.
Tutte e tre le metodiche citate sono presenti nelle varia proposte di legge elaborate negli ultimi anni.
Per garantire un apporto esaustivo alla informazione al lettore, tenendo conto del fatto che l’AIOT è l’associazione che rappresenta la sola Omotossicologia, invitiamo il direttore del blog, il collega Giovanni Gorga, ad estendere la possibilità di interloquire con il pubblico anche ad autorevoli esponenti delle altre due metodiche, la Medicina Omeopatica e la Medicina Antroposofica.
In particolare, per quanto riguarda la Medicina Omeopatica, segnalo la possibilità di avvalersi di esperti forniti dalla nostra Federazione che è la associazione italiana storicamente, quantitativamente e qualitativamente preminente nel settore specifico.
Distinti Saluti
Dott. Pindaro Mattoli – Perugia
Segretario Nazionale FIAMO
www.fiamo.it