Petizione per fermare il Parlamento Europeo sul TTIP

Nelle prossime settimane il Parlamento Europeo si pronuncerà sul TTIP: dobbiamo informare e coinvolgere più persone possibile, dobbiamo fare in modo che questo Trattato dai lati oscuri non passi sotto silenzio, come sperano gli organismi coinvolti. Si tratta del nostro futuro e dei nostri diritti. È importante!

Se credi fermamente che il libero mercato non debba avere la precedenza su temi importanti come sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile e uso di fonti energetiche fossili e di sostanze chimiche pericolose, AIUTACI A FARE PRESSIONE!

Il trattato sul “Libero scambio di merci tra Nordamerica e UE”, abbassa i livelli sicurezza e dei controlli agli standard americani, molto peggiori di quelli duramente conquistati in Europa.
I punti più eclatanti:
reinserimento di pesticidi ammessi in USA già da tempo vietati in EU
aumento del 180% del cibo spazzatura
privatizzazione della sanità, dei beni comuni, dei servizi
reinserimento di ormoni nelle carni alimentari ammessi in USA già da tempo vietati in EU
esclusione delle diciture DOC, DOP, IGP e delle relative aree dedicate
esclusione del principio di precauzione, vigente in EU ma non in USA, tale per cui nel caso in cui i dati scientifici non consentano una valutazione completa del rischio, il ricorso a questo principio consente, ad esempio, di impedire la distribuzione dei prodotti che possano essere pericolosi, ovvero di ritirare tali prodotti dal mercato (in pratica mentre in EU un prodotto non può essere immesso sul mercato se i dati scientifici indicano una pericolosità per l’uomo o per l’ambiente, in USA un prodotto può essere immesso nel mercato finché qualcuno non ne dimostra la pericolosità, magari dopo che c’è scappato il morto).
e tanti altri.
Si ipotizza una grossa perdita di posti di lavoro, a favore di pochi altri inserimenti in nuove occupazioni (dimenticatevi della green economy…), e hanno preventivato che forse nel 2027 il pil aumenterà dello 0,05… Siamo a posto, possiamo stare tranquilli….!
Un’altra questione strettamente collegata è quella del tribunale ISDS…
Sempre da Greenpeace:
giovedì 28 maggio – gli europarlamentari membri della Commissione per il Commercio Internazionale dovranno votare l’introduzione, nel famigerato trattato transatlantico, di un arbitrato internazionale (ISDS) chiamato a decidere sulle controversie fra le multinazionali e gli Stati. Si tratta di un arbitrato privato, costituito ogni volta da tre arbitri, secondo un metodo stragiudiziale, cioè fuori dai tribunali ordinari. Se l’ISDS verrà approvato, qualora una multinazionale facesse causa ad uno Stato accusandolo di intralciare il libero commercio con una normativa – ad esempio a tutela dell’ambiente, o della salute, o dei diritti sociali – e la vincesse, a pagare saresti TU!

Questo perché il principio assoluto di questo tribunale è che se si intralcia il presunto fatturato ipotizzato per un dato progetto sul quale una multinazionale ha investito, chi vi si oppone per qualsiasi ragione, deve risarcire l’importo corrispondente a quel preventivato.
In alcuni esempi:
L’Ecuador è stato multato perché si è opposto allo scempio naturalistico di una multinazionale che voleva procedere a trivellazioni marine…
L’Italia sta pagando una multa agli USA perché non ha voluto comprare le sue carni ormonate…
E’ come se un negoziante mi picchiasse perché non voglio comprare la sua roba, dal momento che lui ci ha investito…

Se vi sta a cuore la libertà duramente conquistata, la democrazia, e la tutela umana, animale e ambientale, vi prego di firmare su STOP TTIP https://stop-ttip.org/it/?noredirect=it_IT e divulgare il messaggio.
Se siete interessati a un incontro informativo in proposito, posso mettervi in contatto con il Prof. che ci ha illustrato il tutto: fa simposi informativi ovunque.
Se riusciamo a rimandare l’accordo oltre dicembre, decadrà automaticamente perché finisce il mandato di Obama.
Siamo sulla buona strada: ci sono già quasi 2.300.000 firme da tutta Europa e mail bombing ogni martedì agli europarlamentari.
FIRMATE, è importante!