Erbe&Salute: l'Iperico

ipericoParliamo dell’Erba di San Giovanni, l’Iperico.

Il solstizio d’estate celebrato il 21 di giugno è il periodo in cui il sole raggiunge la sua massima declinazione positiva sullo zodiaco celeste; il 21 è la giornata più lunga dell’anno in cui la luce prevale sull’oscurità.

Nell’Odissea Omero descrive un misterioso antro nell’isola di Itaca nel quale si aprono due porte. La porta degli uomini è volta a Borea cioè a Nord (come nel solstizio estivo il sole si trova a nord dell’equatore) mentre quella degli dei e degli immortali è orientata verso Noto ovvero a sud (cosi come nel solstizio invernale il sole si trova a sud dell’equatore).

I solstizi sono simboli del passaggio, fasi di transizione. Il solstizio estivo apre il tempo della manifestazione cosmica come pure la manifestazione individuale. L’energia della terra si sprigiona vigorosa in questo periodo, l’estate è carica di energia, attività, produzione. Nelle tradizioni antiche, compresa la nostra, questo era un momento celebrato come via di manifestazione alla caverna cosmica. Si soleva accendere fuochi con la funzione di proteggere il creato oltre che per propiziarsi copiosi raccolti. Vi era un grande rispetto delle forze cosmiche e così venivano richiamate tra gli esseri umani. Venivano raccolte anche le Erbe di San Giovanni dalle virtu’ curative e profetiche. Veniva preparata l’acqua di San Giovanni da esporre la notte miracolosa contenente l’iperico, la lavanda, la ruta e il rosmarino, collegata al segno del cancro che principia in questo periodo, domicilio della Luna.

la luna ha una nota relazione con le acque, le influenza così come influenza il ciclo mensile femminile; la luna e le acque rappresentano il mondo della formazione, l’ambito di partenza dell’esistenza individuale. Non è un caso se l’utero materno rappresenta la nostra caverna cosmica, lì dove la vita principia a manifestarsi, a prendere forma, immersa in un oceano.

La festa di San Giovanni viene celebrata il 24 di giugno, e molti riti si concentravano in questi giorni. Inizialmente si trattava di riti pagani che poi furono assorbiti dalla tradizione religiosa come la famosa festa di San Giovanni a Roma. Davanti alla basilica veniva allestito il mercato delle erbe di san Giovanni: aglio, cipolla, lavanda, mentuccia, iperico artemisia, ruta, biancospino e corbezzolo e molte altre.

L’Hypericum Perforatum è detto anche Erba di San Giovanni, il succo dei suoi petali viene detto “sangue di san Giovanni” ed effettivamente spremendo i boccioli viene rilasciato un polline purpureo. L’iperico era anche chiamato “cacciadiavoli”; si narrava che nella notte di San Giovanni le streghe volassero in cielo per ritrovarsi al loro raduno e se le si incontrava bastava riporre l’iperico sotto la camicia.

L’iperico è noto per le sue proprietà curative per le ustioni, l’antica sapienza lo indicava come rimedio contro satana e le sue opere intese a gettare il cristiano nelle fiamme eterne dell’inferno. Nel medioevo veniva appeso alle porte e alle finestre per impedire ai demoni di entrare nelle case.

Veniva usato dai cavalieri di san Giovanni durante le crociate per curare le ferite ed in effetti è un ottimo rimedio per favorire la cicatrizzazione delle ferite e la ricrescita delle cellule cutanee. E’ detta anche “l’erba della flagellazione” del Cristo, le sue foglie osservate in controluce presentano ghiandole translucide che sembrano fori trasparenti come ferite. Guariva anche dai morsi dei serpenti e veniva usato anche contro le epilessie. In omeopatia figura tra i rimedi utili per il tetano.

Le proprietà mirabolanti dell’iperico sono state riconosciute anche dalla Farmacopea ufficiale che lo usa come rimedio antidepressivo.