Expo a Milano: scelte discutibili, ma anche proposte interessanti

Riportiamo di seguito l’editoriale pubblicato sull’Altra medicina.

Gentili lettrici e affezionati lettori, per chi come noi risiede a Milano l’apertura dell’Esposizione universale, edizione 2015, rappresenta un avvenimento di enorme importanza, che inevitabilmente metterà a dura prova i cittadini, già abbastanza provati dalla vita in una città congestionata dal traffico e con evidenti problemi di sovraffollamento. Niente di grave, Milano saprà gestire in modo egregio l’ondata di visitatori.

Quello che invece lascia perplessi sono le dinamiche e le scelte che sono state fatte per una kermesse internazionale che ha come slogan enfatico “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Parole dense di significato: chi infatti non vorrebbe che la fame nel mondo venisse sconfitta e che le risorse planetarie non si esaurissero mai?

La domanda sorge però spontanea: siamo sicuri che per affrontare e risolvere questi problemi serva una fiera lunga sei mesi nella quale il business detta le regole? No, diciamolo chiaramente: al di là dei proclami altisonanti, l’Expo è una vetrina sfavillante che, alla sua conclusione, non avrà risolto un bel niente, le luci sul palcoscenico si spegneranno e tutto rimarrà esattamente come prima. Come afferma il professor Franco Berrino, epidemiologo milanese e voce autorevole nel campo di una giusta e salutare alimentazione, “l’Expo celebrerà il grande spreco in tempo di crisi nel supermercato del futuro. Le

multinazionali del cibo esporranno i loro alimenti sempre più tecnologici, i nutrizionisti festeggeranno il loro storico fallimento per la prevenzione dell’obesità, gli economisti agrari la mancanza di progetti per contrastare la

fame nel mondo, la scienza ci spiegherà come l’unica speranza per l’umanità siano i semi geneticamente modificati e nei padiglioni sarà difficile trovare qualcosa da mangiare che non sia tossico”. Parole amare, ma purtroppo drammaticamente vere.

Chiudiamo con una nota positiva: nell’ambito dell’Expo, la Federazione italiana associazioni e medici omeopati (Fiamo) organizza una serie di incontri aperti al pubblico con l’obiettivo di permettere a chiunque di osservare da vicino che cosa significhi coltivare un orto a impatto zero, trattato con i principi dell’omeopatia e le tecniche della biodinamica. L’orto sarà accessibile per tutta la durata dell’Expo. Merita una visita.

Daniele Magni

direttore de L’altra medicina magazine