Uno "spettacolo" di spettacolo quello del "Principe ranocchio"

Felici della ricca partecipazione al Teatrino de “IL PRINCIPE RANOCCHIO” tenutosi lo scorso sabato 21 aprile al Centro Edelweiss, allestito dal nostro Gruppo di Pedagogia Steineriana I BRICCHETTI. Presenti per l’occasione una trentina di persone.

 Qui la locandina dello spettacolo 

Cos’è il gruppo di pedagogia staineriana?

Nel 2010 nasce a Genova il Gruppo di Pedagogia Steineriana “I Bricchetti” dall’incontro di genitori interessati, un’insegnante Waldorf e molto entusiasmo divulgativo supportato da una partecipata collaborazione. Come possiamo indirizzare l’innata duttilità infantile affinché nella vita perduri una solida agilità di pensiero? Le intelligenze dei bambini sono supportate dal calore della fiducia verso loro stessi ed il prossimo? L’agognata genialità non è spesso adombrata da insicurezza, privazione di gioia, sordità relazionale? I giovani sono potenziali vittime di dipendenze, idoli tecnologici risucchiano loro la creatività, le abilità manuali e sociali. Il loro futuro è meno di una chimera! Cosa offende e ostacola le forze di volontà?
A oltre 100 anni dalla nascita della pedagogia Waldorf il suo piano di studi è un aiuto indispensabile perché all’infanzia venga realmente riconosciuta dignità.

Il gioco libero, attività principe dell’età prescolare, è ispirato all’imitazione di gesti colmi di significato che i lavori della quotidianità offrono. L’atteggiamento dell’adulto e la conformazione dell’ambiente/asilo sono rivolti a proteggere i sensi aperti dei bambini per evitare che l’eccesso di stimolo affatichi il loro organismo in crescita. Nutriti dalle immagini fiabesche e accuditi dalle certezze che il ritmo infonde, i bambini sono collaborativi, sereni e vitali. Solo al momento giusto le lettere e i numeri risvegliano nel bambino un sano interesse, nell’età scolare tutte le materie vengono accostate in modo artistico. L’autorevole maestro guida lo scolaro affinché sviluppi una certa sensibilità estetica, in modo da sentirsi naturalmente attratto verso il bello/bene e da provare repulsione verso il brutto/male. Il tutto non avviene mai facendo appello ad un astratto senso del dovere, ma per amore del maestro. Unicamente in età puberale si libera un’autonoma capacità di giudizio. Tutto ciò che in tal senso viene anticipato nelle precedenti fasi evolutive porta indebolimento, pavidità e rabbia.

Le forze morali individuali fioriscono da sole se il campo ha ricevuto sensate cure e responsabilmente si mettono a disposizione di altri campi ed altri fiori. L’intelligenza non basta se mancano fiducia, coraggio e amore per il proprio ed altrui compito. Per questo dall’asilo alle superiori il processo conoscitivo è ancorato al fare: prima le mani e i piedi vivono le esperienze, solo dopo la testa può coglierne i nessi in libertà.

Per allevare un cucciolo bastano pochi mesi, per educare un uomo non basta una vita.