"Io sono di terra" articolo della dott. Gandossi

IO SONO DI TERRA
Io sono di terra
Sono fatta di terra
Sono più antica del cielo
Sono più antica dell’acqua
E non ne sento la fatica
[…] Lucilla Galeazzi, Amore e Acciaio

Dovrei scrivere oggi un articolo da medico sui temi della salute, dei bambini, del parto o dell’ allattamento, sull’omeopatia, ma il mio vissuto di oggi è il vissuto di una donna in cammino. E di questo posso scrivere adesso.
Quando una donna comincia a camminare, non si ferma più e la camminata diventa appassionante, travolgente, a volte anche sofferta. Alcune donne cominciano a camminare per disperazione, altre perché mosse dalla curiosità di scoprire il mondo, altre ancora per potersi nutrire e sopravvivere ad una morte imminente.

Camminando si osserva ciò che gli occhi non riuscivano più a vedere, le orecchie ad ascoltare, la bocca si scioglie e inizia a parlare il linguaggio del cuore; il corpo riscopre se stesso, la sua bellezza e unicità, la sua vitalità.

I nostri bambini, i nostri figli, spesso sono il nostro legame con il mondo dei vivi, ci riportano alla vita presente, alla sua semplicità e ci consentono di non sprofondare troppo in basso. Sono i nostri gioielli, dono speciale dell’Universo. A volte sono le nostre guide se ci abbandoniamo all’ascolto perché hanno ancora antenne ben ritte per recepire l’essenza del mondo e delle creature che lo abitano.

La terra, la natura è un buon tramite per ritrovarsi e sentirsi unici, amati. La vita in città è elettrizzante ma spesso ci esaurisce di stimoli, rumori, proposte, incontri. Siamo esseri di carne e la carne ha bisogno di esperienze vive per nutrirsi che possiamo ritrovare nel contesto della natura, che si tratti di piccoli angoli di tranquillità o meglio ancora se si tratta di ampi spazi selvaggi.

Genova è una città speciale.
Si affaccia sulla grande distesa del mare che culla col suo movimento ritmico, ci riporta all’utero materno, ci riporta in un sentire di pace. Poi si arriva ai grandi viali del centro, ampi e maestosi palazzi dove l’arte di costruire si è dilettata in dettagli. Si scende nei carruggi che brulicano di vita, impregnati di storia e passato, di odori e sapori.
E poi si risale per le creuze che si inerpicano serpeggiando lungo i fianchi dei colli fino ad arrivare in cima, e lissù si apre una dimensione inaspettata, selvatica, libera dove l’unica impronta umana sono i forti. Da lissù Genova non sembra più il mostro invasivo e devastatore ma è sovrastata dalla Potenza della Natura e ci si sente parte di questa forza potente, generosa, feconda, ricca, semplicemente meravigliosa.

Dr.ssa Marina Giulia Gandossi