Il magico in utero, seconda parte

Il delicato equilibrio degli ormoni durante il travaglio e il parto.

Quando una donna è in travaglio , la parte più attiva del suo corpo è il suo cervello primitivo ovvero quella parte più antica in termini di evoluzione (l’ipotalamo, la ghiandola pituitaria etc.) che ci accomuna agli altri mammiferi. La neocorteccia è il nostro cervello recente, altamente evoluto, quello che ci consente l’elaborazione mentale, razionale, sensoriale. Durante il parto sarebbe preferibile lasciare spazio al nostro cervello antico, cercare di ridurre al minimo le interferenze e le attivazioni della neocorteccia. Affinché questo avvenga è necessario che la donna si senta al sicuro, in luogo protetto e indisturbato esattamente come le gatte che eleggono il loro nascondiglio per partorire placidamente e in solitudine. Gli ormoni che si liberano al momento del travaglio e del parto sono secreti da questo cervello antico e tutti gli stimoli esterni che ci mettono in allarme o ci riportano nel “mondo reale” inibiscono tale secrezione.

Non di rado succede che una donna in travaglio e durante il parto sembra venga “da un altro mondo”, è poco contattabile, a volte dice cose strane che poi non si ricorderà, emette suoni che mai si sognerebbe di riprodurre nella vita di tutti i giorni. Tutto questo è un buon segno, la sua area arcaica cerebrale sta funzionando come deve e il processo del parto potrà andare a buon fine. Intromettersi in questa fase con visite, monitoraggi, domande, riportando la donna tra noi, non fa altro che rallentare o bloccare la fisiologica progressione del travaglio.

L’ossitocina può essere considerato un ormone comportamentale, l’ ormone dell’amore in tutte le sue forme, dall’atto sessuale, al parto, all’allattamento e anche in momenti conviviali viene rilasciato. Fisiologicamente favorisce le contrazioni uterine necessarie alla nascita del bambino e all’espulsione della placenta e stimola il riflesso di eiezione del latte. I suoi livelli sono massimi immediatamente dopo il parto e possono anche superare quelli raggiunti durante il travaglio. L’ossicitocina prodotta internamente è ben diversa da quella sintetica introdotta con una flebo che non ha le stesse capacità emozionali e inibisce la produzione di ossicitocina endogena; insomma mette a tacere il nostro cervello arcaico.

Durante il travaglio vengono anche prodotte numerose endorfine; sono i messaggeri che ci aiutano a vivere il dolore in uno stato alterato e vengono anche secreti dal neonato. Effettivamente madre e bimbo sono impregnati di oppiacei dopo il parto; gli oppiacei si caratterizzano per la dipendenza e quindi sembra ovvio che facilitino il processo dell’attaccamento. Sono gli ormoni che magicamente ci fanno dimenticare il dolore del parto, o meglio, ci consentono di viverlo come esperienza straordinaria.

L’ Adrenalina è l’ormone della fuga, della difesa; se la donna è allarmata, impaurita può aumentare i livelli di adrenalina che inibisce la secrezione dell’ossitocina e quindi blocca la progressione del travaglio. E’ un meccanismo di difesa utile in situazioni di emergenza; se esiste un pericolo è preferibile scappare e trovare un nuovo angolo protetto anziché portare a termine il parto in luogo ostico. L’adrenalina ha però anche un picco al momento dell’espulsione, precedendo e inducendo il riflesso di eiezione del feto. In questo breve frangente la donna sembra riprendersi , tirare fuori tutte le sue energie per la parte più impegnativa di tutto il processo. Dal punto di vista del feto la scarica di noradrenalina gli consente di adattarsi alla deprivazione fisiologica di ossigeno che intercorrerà in questa fase del parto.

La coppia madre bimbo ha quindi una relazione sinergica nel corso del travaglio e del parto, anche il feto ha un ruolo attivo ed è partecipe della sua nascita. I differenti ormoni rilasciati da madre e piccolo durante il travaglio ed il parto non vengono subito eliminati ma rimangono in circolo e svolgono tutti un ruolo specifico di interazione tra madre e figlio perdurando anche nelle ore appena successive all’evento.