Lettura: "Il grande libro delle ricette per la dieta dei gruppi sanguigni"

Lettura consigliata della settimana: “Il grande libro delle ricette per la dieta dei gruppi sanguigni” di Marilena D’Onofrio.

L’autrice ha raccolto in questo libro 101 ricette sulla dieta dei gruppi sanguigni e le ha corredate di puntuali indicazioni mediche, a beneficio di chiunque sia alla ricerca di un regime alimentare nuovo ma trova difficoltà di carattere pratico ad abbandonare quello tradizionale.

L’appartenenza a uno specifico gruppo sanguigno influenza la nostra suscettibilità nei confronti di certe malattie ed è una sorta di impronta genetica che stabilisce chi siamo e le scelte alimentari e lo stile di vita che più ci si addicono. La dieta dei gruppi sanguigni, sviluppata negli Stati Uniti dal lavoro del dottor D’Adamo, è stata introdotta in Italia dal dottor Mozzi che, grazie a una fortunata trasmissione televisiva e alle sue conferenze sull’argomento, l’ha fatta conoscere a un pubblico sempre più vasto.

Essa prescrive, per tutti, la drastica riduzione, se non l’eliminazione, di cereali che contengono glutine, latte vaccino e derivati, di salumi e carne di suino. Per ogni singolo gruppo aggiunge poi delle prescrizioni specifiche: ad esempio lo Zero e l’A devono evitare le patate, l’A e il B i pomodori, il B e l’AB il pollo.

I menù che propone spaziano dall’antipasto al dolce, offrendo numerose e appetitose varianti. Sono inoltre di realizzazione semplice, alla portata di tutti, anche di chi ha poca dimestichezza coi fornelli. Il libro è ricco di consigli e suggerimenti (anche su verdure, pane, gelati, pasta, risotti, pesce, dolci, gelati ecc…) che il lettore potrà mettere in pratica al meglio.

Chissà Perché? Pensiero dell’autrice

Digiuni, alimenti vietati, cibi liturgici, chissà perché le religioni hanno sempre avuto da dire su quel che si mangia? E fa lo stesso più o meno chiunque parli di percorso spirituale o crescita interiore. Effetti fisici a parte, cosa capita mettendomi a dieta?

Di sicuro non mi va più bene tutto. Poi mi viene naturale osservare anche quel che mi accade mangiando. Quindi mi accorgo di poter dire «No, grazie» oltre che a un piatto di cannelloni o di salsiccia, persino a discorsi, beghe, preoccupazioni, arrabbiature, malinconie. Ho cominciato da un’idea sul mangiare, e poco alla volta ho imparato a mangiare un’idea dopo l’altra. Se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione.