A tu per te con il prof. Boccardo, terzo appuntamento: alla scoperta del mal di schiena

Insieme al Prof. Massimiliano Boccardo, approfondiamo diversi aspetti legati alla schiena e ai dolori. Per tutte le informazioni cliccare qui: http://www.massimilianoboccardo.it/.

Dietro la parola “mal di schiena” troppo spesso c’è una gran confusione, chiariamo quali e quante possono essere le tipologie?

Il mal di schiena, più propriamente detto, lombalgia è un disturbo molto diffuso. Si calcola, infatti, che affligga mediamente otto-nove persone su dieci. In alcuni Paesi è al primo posto, insieme alle malattie dell’apparato respiratorio, tra i motivi che spingono una persona a chiedere l’intervento del medico di famiglia, ad assentarsi dal lavoro o a chiedere il prepensionamento o l’invalidità civile. Negli ultimi decenni la sua incidenza è cresciuta notevolmente vuoi perché la vita media è aumentata, vuoi per il cambiamento dello stile di vita (sedentarietà), vuoi per la maggiore attenzione verso la propria salute tipica delle società più avanzate. Al giorno d’oggi si tende a medicalizzare disturbi che un tempo passavano quasi inosservati o si accettavano con più serenità.

Si tratta di un dolore talora vivo, talora sordo avvertito dal paziente generalmente a livello della colonna lombare, più spesso al passaggio lombo-sacrale. La sua sede è mediana con irradiazione mono o bilaterale a cintura, oppure agli inguini, al sacro ed ai glutei o addirittura all’addome.

Possiamo distinguere una forma acuta nella quale il dolore è vivo, improvviso, determina un blocco antalgico e fa assumere posture particolari (antalgiche), costringendo spesso il paziente all’immobilità. Ed una forma cronica con un dolore meno intenso, sordo che si accentua con i movimenti del tronco sul bacino o stando a lungo in piedi. Molte volte è più fastidioso al risveglio e tende a regredire durante la giornata a mano a mano che il paziente si attiva fisicamente.

Le cause sono molteplici. E’ esperienza comune di chi si occupa di lombalgia, il fatto di individuarne più di una causa nello stesso soggetto. Nella maggioranza dei casi non si arriva ad una diagnosi certa neppure se si segue un iter diagnostico scrupoloso programmato da un esperto. E’ quindi importante escludere le patologie gravi che peraltro hanno una incidenza assai bassa (0.3%).

Fra le cause più comuni annoveriamo :

1) La degenerazione “fisiologica” delle strutture che formano la colonna vertebrale

(vertebre, dischi,articolazioni, legamenti)

2) Sforzi, posizioni scorrette,traumi, affaticamento, sovrappeso

3) Disturbi dell’occlusione dentale, piedi piatti, diversa lunghezza degli arti inferiori

4) Infezioni o tumori.

Per quanto attiene alle cause dei primi due punti, che da sole coprono la stragrande maggioranza dei casi, dobbiamo ricordare che la colonna vertebrale degli umani è stata progettata e costruita per un animale quadrupede. Da quando abbiamo assunto la posizione eretta, la parte bassa della colonna ha subito una serie di adattamenti e si sottopone a stress ed usura decisamente superiori a quelli per i quali è stata progettata. A ciò si aggiunga che utilizzando la posizione seduta arriviamo ad aumentare notevolmente il peso che grava sulla nostra colonna lombare.

E’ intuitivo che tutto cìò vada ad accelerare la degenerazione delle strutture portanti (i piatti vertebrali si curvano o cedono, i dischi si disidratano e si assottigliano, le articolazioni si sublussano, i legamenti divengono lassi). Se a questo aggiungiamo qualche chilo di troppo,una scarsa tonicità della muscolatura del tronco, la cattiva abitudine del fumo e uno stile di vita troppo sedentario, è intuitivo che il processo degenerativo acceleri e che il mal di schiena si faccia vivo!