Attacchi di panico, cosa fare: risponde il dott. Ciccotosto

“Buongiorno Dottore,

io soffro di attacchi di panico da qualche anno, che mi arrivano solo nel periodo tra gennaio e giugno, solitamente però questo problema mi dura per due mesi, ma quest’anno non riesco proprio ad uscirne, diciamo che non ho sempre attacchi di panico, quelli da gennaio ne ho avuti 3, ma ho questo costante senso di irrequietezza addosso che non mi lascia stare, agitazione senso di agitazione nella zona del plesso solare e braccia ed ho sempre paura che possano tornarmi gli attacchi di panico, così faccio fatica a fare un po’ tutto. Mi sforzo, ma con gran fatica  mi butto giù di morale. Se devo anche semplicemente affrontare una semplice uscita serale tra amici spesso mi freno perché continuo a pensare all’attacco di panico, così mi monta l’ansia ancora di più e il più delle volte me ne resto in casa, altre volte invece mi sforzo e faccio le cose anche se non indicati. Poi ci sono momenti in cui sto in mezzo alla natura e non ho più nessun sintomo, ma non appena ritorno alla normalità mi torna questo forte disagio. Devo anche dire che ho passato 1 anno molto pesante a causa della malattia di mia madre, che per fortuna ora sta bene, ma i miei attacchi di panico, mi vengono proprio al pensiero della malattia… è più forte di me, se ho anche un piccolo dolore penso alla malattia grave e mi agito. Mi hanno consigliato un pò di prodotti, ma prima vorrei avere un consiglio da un esperto, mi hanno consigliato di prendere l’Ignatia amara o l’R14 o questi prodotti BFXCR6 E quest’altro BFXCR9. Ma non so in che dosi e non so in realtà se vanno bene per il mio problema. Intanto la ringrazio tantissimo per la pazienza e la cortesia. Distinti Saluti.

Gent.ma Minerva,

gli attacchi di panico sono un problema tanto fastidioso quanto innocuo. Spesso, come a lei accade, per prevenire gli attacchi, si evitano le situazioni in cui gli stessi potrebbero avvenire. Dà più sofferenza l’“attesa” dell’attacco che non la crisi stessa. Ciò che però non si deve fare è rinunciare alle proprie attività e ai propri desideri per paura di stare male. Tenga conto che quello che a lei sembra”una grave malattia” è sempre un insieme di sintomi innocui.

Se mi posso permettere le consiglierei anche un supporto psicologico per cercare di trovare un nesso causale alla base delle sue crisi e, quindi, della sua ansia che, secondo me e da quanto lei mi dice, risalgono ad un periodo precedente alla malattia di sua madre.

I farmaci da lei indicati sono composti omeopatici complessi costituiti da numerosi rimedi a diluizioni decimali o centesimali che potrebbero avere un effetto generico sulla sua irrequietezza e la sua ansia senza tener conto della sua individualità e della peculiare sintomatologia da lei presentata. Ignatia Amara è un rimedio spesso prescritto genericamente in casi di ansia e di depressione. Mi sento in dovere di spiegare che la metodologia medica omeopatica nasce con Samuel Hahnemann alla fine del XVIII secolo; essa si basa sulla possibilità di curare un malato somministrandogli una sostanza che, in un uomo sano, riprodurrebbe i sintomi caratteristici presentati da quel malato. Il medico omeopata prescrive perciò il rimedio più simile ai sintomi peculiari con cui il malato manifesta la sua malattia.

I medicinali omeopatici si distinguono in Unitari (costituiti da un solo rimedio) e Complessi (costituiti da più rimedi insieme; è questo il caso dell’R14, del BFXCR6 e del BFXCR9). La medicina omeopatica classica hahnemaniana utilizza un solo rimedio il più simile possibile al modo di ammalare del paziente: è la metodologia classica da me utilizzata. In seguito si sono sviluppate metodologie che si discostano dalla omeopatia classica come

l’utilizzo dei rimedi complessi in maniera omeopatica di cui le ho detto più sopra, la medicina antroposofica, l’omotossicologia, il complessismo, l’immunoterapia omeopatica, la organoterapia, l’isoterapia ed altre omeoterapie. Da quanto sopra mi dispiace non poterla aiutare in quanto non posso conoscere l’effetto terapeutico complessivo dei composti che lei mi ha indicato poiché non li utilizzo. Dal mio punto di vista le consiglio una visita medica omeopatica che metta in luce il suo modo di soffrire, il suo carattere e le sue peculiarità fisiche e psichiche. Da questa visita medica le verrà indicato il rimedio più adatto.

La ringrazio per avermi permesso di spiegare le origini e il significato della omeopatia e spero comunque, anche se non completamente, di esserle stato utile.

La saluto

A sua disposizione

Dott. Giampiero Ciccotosto
Associazione Sistema Helios – omeopatia