Alla scoperta dell'omeopatia: 5 domande per 5 risposte

In Italia il 7% della popolazione ha fatto uso dell’omeopatia. Quanto volte ci siamo domandati se e come l’omeopatia è un metodo realmente valido di cura, quali siano gli accorgimenti da utilizzare nelle sua assunzione e se ad esempio vengano utilizzate sperimentazioni animali per la produzione dei farmaci omeopatici.

Per scoprirlo abbiamo posto alcune domande al Dott.sa Carmen Lombardo, ecco le prime cinque:

1) Quali rischi si corrono curandosi con l’omeopatia?
I medicamenti omeopatici sono generalmente sicuri e privi di effetti collaterali infatti vengono somministrati anche ai bambini molto piccoli ed alle donne in gravidanza o in allattamento. Tuttavia per quanto riguarda i rimedi a base di sostanze istamino-simili o potenzialmente allergizzanti (apis mellifica, poumon histamine) è buona norma prescrivere diluizioni non ponderali dunque al di là della 9CH.

2) L’omeopatia è efficace?
Il successo dell’Omeopatia, anche se non riconosciuta dall’organizzazione mondiale della sanità, è dimostrato dalla sua adozione a livello internazionale e dai risultati positivi su milioni di persone in tutto il mondo. In alcuni casi si riscuotono successi dove altri tipi di terapie hanno fallito.

3) E’ possibile assumere farmaci tradizionali insieme a quelli omeopatici?
Si è possibile.

4) E’ possibile assumere più farmaci omeopatici insieme?
Si possono assumere diversi rimedi omeopatici oppure lo stesso rimedio in diluizioni diverse nell’ambito della stessa terapia omeopatica.

5) E’ vero che a dosaggi più bassi corrispondono effetti maggiori?
Non è esatto in quanto l’obiettivo della terapia omeopatica è quello di realizzare la migliore similitudine possibile tra gli effetti scatenati dal rimedio somministrato in un soggetto sano in quantità ponderali e la totalità dei sintomi del paziente: ad un esteso grado di similitudine corrisponde una diluizione elevata, viceversa una similitudine ristretta richiama una bassa diluizione e se la similitudine è parziale si adoperano diluizioni medie. Le diluizioni centesimali basse (4CH, 5CH, 6CH) quindi vengono utilizzate per sintomi locali funzionali, le altissime diluizioni (200CH) invece nel trattamento dei sintomi psichici.

 

Fonte: http://www.vignaclarablog.it/2012101720460/omeopatia-10-risposte-a-10-domande/