Sosteniamo i semi e chi li coltiva

E’ in atto la campagna lanciata da Vandana Shiva, leader dell’International Forum on Globalization, nella quale concentrare l’attenzione di tutti sulla grave situazione di “schiavitù” al quale l’uomo sta sottoponendo i semi:

I semi sono il primo anello della catena alimentare. La libertà dei semi è la base di tutte le nostre libertà. Oggi
questa libertà è seriamente minacciata”. Le vere forze che hanno generato la crisi, tramite una morte finanziaria, ora vogliono appropriarsi del benessere reale della società e del futuro, vogliono
appropriarsi dell’acqua e della terra”.

L’agricoltura moderna applica un modello produttivo industriale ad alto impatto ambientale e sociale che minaccia
le basi della pratica agricola tradizionale, minacciando la biodiversità coltivata. L’industrializzazione del sistema agricolo ha più a che fare con gli interessi del mondo del petrolio, della chimica, della finanza, che con il diritto alla sicurezza e alla sovranità alimentare delle comunità e dei popoli.

Oggi mangiamo di più (ossia, consumiamo di più), ma ci nutriamo di meno: per ottenere gli stessi principi nutritivi di una fetta di pane del 1940, oggi ne dovremmo mangiare cinque. Un modello alternativo di agricoltura è possibile ed è già in atto: agricoltura di piccola scala, stagionalità, mercati locali e ricerca partecipata riportano al centro l’agricoltore, la terra, i consumatori.

Un elemento fondamentale di questa alternativa è legato ai semi. La legge italiana che regolamenta il settore è però ancora incompleta, gli agricoltori italiani aspettano un decreto ministeriale che regolamenti il loro diritto al commercio di semi di varietà da conservazione. Si tratta di varietà locali, spesso periferiche rispetto al mercato agroalimentare, ma fondamentali per le loro qualità organolettiche e il loro valore culturale.

Il diritto alla vendita delle varietà da conservazione garantisce agli agricoltori il miglioramento e la differenziazione delle coltivazioni e a tutti i cittadini la tutela del bene comune della biodiversità agricola base dell’alimentazione libera e sana. Per questo la Rete Semi Rurali, con il sostegno di ACRA e Centro Internazionale Crocevia, nel 2011 ha avviato una campagna per chiedere ai referenti della Conferenza Stato-Regioni e al Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) di riconoscere il diritto dei contadini alla selezione, conservazione e commercializzazione dei semi di varietà da conservazione. ASCI Italia sostiene a pieno i principi della campagna per

PER SAPERNE DI PIU‘:
Navdanya International
La rete semi rurali
Per firmare l’appello sulla libertà dei semi.